Blog - Federica Lissoni So Photo
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L’estate | Racconti visionari

Me la ricordo, l’estate di quella fotografia.

C’erano le cicale, che urlavano fortissimo e noi che non sapevano niente e pensavamo che cantassero.

C’erano i prati che si trasformavano e diventavano gialli, come la luce che arrivava dappertutto, anche in mezzo alle foglie degli alberi, tra le dita delle mani, sotto le gonne.

C’erano le spighe e c’eravamo noi che aspettavamo di vederle muoversi e a volte stavamo ferme per un pomeriggio intero, sedute sotto un albero con l’erba che ci pungeva le gambe ma non era importante. C’erano le formiche che si arrampicavano sulle nostre ginocchia, che ogni tanto si toccavano e poi restavano immobili fino a quando non facevano male. A volte arrivava il vento e le spighe si muovevano davvero, a volte invece tornavamo a casa e tutto era ancora immobile, come uno scherzo o un sogno in cui mancano le voci.

C’erano i capelli da intrecciare e c’erano quei fiori piccoli e bianchi da infilare nelle trecce e quei fiori non avevano un nome e perdevano subito i petali e noi ridevamo e non capivamo neanche il perché.

C’erano le storie che ci raccontavamo quando iniziava a fare buio, la bocca vicina all’orecchio, le filastrocche inventate, i segreti e i giuramenti.

Mi ricordo tutto.

 

Racconto di Valeria Zangrandi .
Un pensiero al futuro, non al passato con l’augurio di poter avere tanti bellissimi ricordi per l’inverno che verrà.

F.

Racconto Visionario 10

Luci

Te le ricordi le luci che c’erano il giorno che ci siamo rivisti? Era gennaio, ma gennaio avanzato, quasi febbraio, e sembrava una giornata di primavera, una primavera sbagliata, che è arrivata troppo presto e adesso se ne sta ferma in un angolo senza sapere cosa fare.

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Racconto Visionario numero 9

Capito cosa

Dovrei ricordarmi un sacco di cose importanti, tipo quello che ci siamo detti, come ci siamo guardati, almeno le canzoni che passavano alla radio e invece no, invece mi ricordo solo un dettaglio piccolissimo che però è cresciuto, cresciuto così tanto da riempire tutto lo spazio e tutto il tempo.

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Racconti Visionari 8

Si sta alzando il vento

Si dice che un giorno laggiù passò una carovana. In fondo, prima che inizino le colline. Vedi? Lo so, adesso non c’è nessuno. Non c’è quasi mai nessuno, in realtà. Ma quel giorno – lo raccontano tutti, qui –

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